Dolce Vita



La dolce vita è un film del 1960 diretto da Federico Fellini, vincitore del premio Oscar nel 1962. È sicuramente uno dei film più famosi della storia del cinema. Questa espressione, con il tempo, e’ divenuta quella più usata nel mondo per celebrare il “lifestyle” italiano.
L’Italia è universalmente conosciuta per la cucina e il vino, per il suo immenso patrimonio artistico, per le sue tradizioni culturali regionali, per l’opera, per lo stile nel fashion e nel design e certamente per il suo cinema. Il progetto sinfonico “Dolce vita” vuole appunto percorrere questa italianità con le più celebri colonne sonore che hanno contribuito a rendere l’Italia un paese di successo.Ennio Morricone , Nino Rota, Nicola Piovani e Luis Bakalov ( italiano di adozione) sono solo alcuni esempi dei compositori che hanno scritto musica per capolavori cinematografici immortali. Il programma, curato negli arrangiamenti da Giuliano Di Giuseppe, vede l’impiego di una orchestra sinfonica e di tre solisti: voce, violoncello e pianoforte.
E’ un percorso musicale che comprende le colonne sonore di film come: Per un pugno di dollari, C'era una volta in America, “Il buono, il brutto, il cattivo”, Mission, Nuovo Cinema Paradiso, C'era una volta il West, Giù la testa, La leggenda del pianista sull’oceano, I Vitelloni, La Strada, La Dolce Vita, Il Gattopardo, 8½, Amarcord, Il Padrino, Il Postino, La Vita e’ Bella. E’ un viaggio tra le diverse anime che, dagli anni 50’ ai giorni nostri, hanno percorso il Bel Paese e lo hanno portato ad essere conosciuto in tutto il mondo. Sono ricordi, emozioni, storia, vita vissuta che attraverso le note dello spettacolo “Dolce Vita” rivivono in diverse generazioni e accompagnano il pubblico in uno spettacolo nuovo e denso di passione.

Maggiori informazioni||||||




Tango Forever



"Tango Forever" è uno spettacolo che nella prima parte propone alcuni dei brani più significativi della storia del tango con la presenza di un testo, arricchito dai suggestivi versi del poeta Jorge luis Borges (1899 - 1986), che ha lo scopo di condurre l'ascolatatore attraverso questo affascinante viaggio. La prima parte si chiude con un simbolico passaggio di consegne tra Gardel e Piazzolla, compositore del quale ricorre il decennale della morte e a cui è dedicata la seconda parte del concerto.
Lo sganciamento dal ballo, la valorizzazione del tessuto strumentale, la predisposizione all'improvvisazione, la particolare ricchezza delle soluzioni armoniche fanno della musica di Piazzolla un'elegante sintesi che rimane, nonostante tutto, fortemente tango. Il tempo ha dunque dato ragione a Piazzolla, la cui dimensione trasversale di musicista moderno nel senso più fecondo del termine lo ha fatto apprezzare come una delle personalità del mondo musicale più interessanti del dopoguerra.

Maggiori informazioni||||||